Fideiussioni per contributi pubblici

Le fideiussioni per contributi pubblici sono garanzie richieste nell’ambito di contributi, finanziamenti agevolati, sovvenzioni, anticipazioni e misure di sostegno economico concesse da enti pubblici, amministrazioni, organismi pagatori o soggetti gestori di programmi agevolativi.

La loro funzione è tutelare l’ente erogatore nel caso in cui il beneficiario non rispetti le condizioni previste dal bando, dal provvedimento di concessione, dalla convenzione o dall’atto di ammissione al contributo. La garanzia consente al beneficiario di ottenere l’anticipazione delle somme, quando prevista, e all’amministrazione di disporre di una tutela economica in caso di revoca, decadenza, mancata realizzazione del progetto o utilizzo non conforme delle risorse pubbliche.

Questo tipo di fideiussione viene frequentemente richiesto per agevolazioni alle imprese, programmi di investimento, misure regionali, contributi nazionali, fondi europei, programmi gestiti da enti come Invitalia, AGEA, GSE o ISMEA e interventi collegati a finanziamenti pubblici, compresi quelli riferiti a specifici bandi o programmi di sviluppo.

Prima dell’emissione è necessario verificare con attenzione bando, decreto di concessione, importo dell’anticipazione, beneficiario, durata richiesta, schema fideiussorio, condizioni di escussione, modalità di svincolo e documentazione economico-finanziaria del soggetto richiedente. Una garanzia non conforme al modello richiesto dall’ente può determinare richieste di modifica, ritardi nell’erogazione o mancata accettazione della fideiussione.

Verifica la fideiussione prima dell’invio all’ente erogatore

Prima dell’emissione è utile controllare bando, provvedimento di concessione, importo anticipato, durata, beneficiario, testo fideiussorio, condizioni di svincolo e documentazione richiesta dal soggetto gestore.

Verifica la fideiussione

Indice dei contenuti

Cosa sono le fideiussioni per contributi pubblici

La fideiussione per contributi pubblici è una garanzia con cui una compagnia assicurativa autorizzata o un istituto bancario si impegna, nei limiti e secondo le condizioni previste dal testo fideiussorio, a rimborsare all’ente beneficiario le somme garantite nel caso in cui il soggetto destinatario del contributo non rispetti gli obblighi previsti.

Nella struttura della garanzia intervengono normalmente tre soggetti:

  • Contraente: il beneficiario del contributo, del finanziamento agevolato o dell’anticipazione;
  • Beneficiario: l’ente pubblico, l’amministrazione, l’organismo pagatore o il soggetto gestore della misura;
  • Garante: la banca o la compagnia assicurativa autorizzata al rilascio della garanzia.

La fideiussione può essere richiesta quando l’ente eroga una somma prima della conclusione del progetto finanziato oppure quando il bando prevede una tutela specifica a fronte dell’erogazione del contributo. La garanzia non sostituisce gli obblighi del beneficiario, ma tutela l’amministrazione nel caso in cui tali obblighi non vengano rispettati.

In molte pratiche la garanzia viene predisposta secondo uno schema indicato dall’ente, con clausole specifiche su importo, durata, escussione, rinunce, proroghe, svincolo e documentazione da produrre. Per questo motivo il testo richiesto deve essere analizzato prima dell’emissione.

Normativa di riferimento

La disciplina delle fideiussioni per contributi pubblici dipende dal tipo di agevolazione, dal soggetto erogatore, dal bando applicabile e dal provvedimento di concessione. Non esiste un unico modello valido per tutte le misure, perché ciascun programma può prevedere requisiti, testi fideiussori e condizioni operative differenti.

Tra i riferimenti generalmente rilevanti rientrano:

  • Legge 7 agosto 1990 n. 241, con particolare riferimento ai principi dell’azione amministrativa e alla concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici;
  • bandi, avvisi pubblici, decreti di concessione, convenzioni e disciplinari della specifica misura agevolativa;
  • normativa europea sugli aiuti di Stato, quando il contributo rientra in tale ambito;
  • Regolamento UE 2023/2831 in materia di aiuti “de minimis”, quando applicabile alla misura;
  • normativa nazionale, regionale o settoriale relativa al contributo richiesto;
  • articoli 1936 e seguenti del Codice Civile in materia di fideiussione, quando pertinenti alla struttura della garanzia;
  • D.Lgs. 209/2005 – Codice delle Assicurazioni Private;
  • Regolamento IVASS n. 40/2018 in materia di distribuzione assicurativa.

La verifica normativa deve essere sempre effettuata sulla documentazione specifica della pratica. Importo garantito, durata, svincolo ed escussione non devono essere determinati in via astratta, ma sulla base del bando e dello schema richiesto dall’ente beneficiario.

Funzione della fideiussione per contributi pubblici

La funzione principale della fideiussione è garantire l’ente erogatore rispetto al corretto utilizzo delle somme pubbliche concesse al beneficiario. La garanzia tutela l’amministrazione quando il contributo viene anticipato o quando il programma agevolativo prevede una copertura a fronte degli obblighi assunti dal beneficiario.

La fideiussione può essere collegata a diversi obblighi:

  • realizzazione del progetto finanziato;
  • rispetto delle condizioni previste dal bando;
  • mantenimento dei requisiti richiesti per l’agevolazione;
  • corretta destinazione delle somme ricevute;
  • rendicontazione delle spese sostenute;
  • restituzione delle somme in caso di revoca o decadenza;
  • adempimento degli obblighi previsti dal provvedimento di concessione;
  • rispetto delle tempistiche e delle modalità operative indicate dall’ente.

In caso di inadempimento, revoca del contributo o mancato rispetto delle condizioni previste, il beneficiario può essere tenuto alla restituzione delle somme ricevute. La garanzia consente all’ente di attivare la tutela economica prevista dal testo fideiussorio.

Principali tipologie di fideiussioni per contributi pubblici

Le fideiussioni per contributi pubblici possono riguardare misure diverse, ciascuna disciplinata da un bando, da un provvedimento o da uno schema fideiussorio specifico. La tipologia della garanzia dipende dal soggetto erogatore, dal programma agevolativo e dalla natura del contributo richiesto.

Fideiussione Invitalia

Garanzia richiesta nell’ambito di misure agevolative gestite da Invitalia, quando il programma prevede anticipazioni o specifiche coperture fideiussorie.

Fideiussione AGEA

Garanzia utilizzata in ambito agricolo per anticipazioni, contributi o misure gestite dagli organismi pagatori, secondo le condizioni previste dalla procedura.

Fideiussione PNRR

Garanzia collegata a progetti finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quando prevista dal bando, dall’avviso o dal soggetto attuatore.

Fideiussione GSE

Garanzia collegata a incentivi, contributi o obblighi richiesti nell’ambito di procedure gestite dal Gestore dei Servizi Energetici, secondo la misura applicabile.

Fideiussione ISMEA

Garanzia richiesta nell’ambito di misure, agevolazioni o operazioni riferite al settore agricolo e agroalimentare, quando prevista dalla documentazione ISMEA.

Oltre a queste casistiche, possono essere richieste garanzie per contributi regionali, incentivi alle imprese, bandi per investimenti produttivi, programmi di innovazione, misure per l’internazionalizzazione, agevolazioni settoriali o fondi europei. In ogni caso, la verifica deve partire dalla documentazione ufficiale della misura.

Come funziona la fideiussione

Il funzionamento della fideiussione per contributi pubblici è collegato alla procedura di concessione dell’agevolazione. Dopo l’ammissione al contributo o la richiesta di anticipazione, l’ente può subordinare l’erogazione delle somme alla presentazione di una garanzia conforme al testo previsto.

Il processo si sviluppa generalmente attraverso le seguenti fasi:

  1. analisi del bando o dell’avviso pubblico;
  2. verifica del provvedimento di concessione o ammissione;
  3. individuazione dell’importo da garantire;
  4. controllo dello schema fideiussorio richiesto dall’ente;
  5. raccolta della documentazione del beneficiario;
  6. valutazione economico-finanziaria del contraente;
  7. analisi del progetto finanziato e delle condizioni della misura;
  8. delibera assuntiva del garante;
  9. emissione della fideiussione;
  10. presentazione della garanzia all’ente beneficiario;
  11. erogazione dell’anticipazione, se prevista e se la garanzia viene accettata.

La garanzia resta efficace secondo quanto previsto dal testo fideiussorio e dagli atti della misura. Lo svincolo avviene normalmente solo dopo la verifica dell’adempimento degli obblighi da parte dell’ente beneficiario o del soggetto gestore.

Importo della garanzia

L’importo della fideiussione viene determinato in base a quanto previsto dal bando, dal decreto di concessione, dalla convenzione o dallo schema richiesto dall’ente. Nelle pratiche relative ad anticipazioni, l’importo è spesso collegato alla somma anticipata, ma può includere anche maggiorazioni, interessi o importi accessori se espressamente previsti dalla documentazione ufficiale.

Gli elementi da verificare sono:

  • importo del contributo concesso;
  • quota di anticipazione richiesta;
  • eventuali maggiorazioni previste dal bando;
  • interessi o somme accessorie indicate nello schema fideiussorio;
  • massimale richiesto dall’ente beneficiario;
  • coerenza tra importo indicato nel provvedimento e importo da garantire;
  • eventuali limiti o condizioni previste dalla misura agevolativa.

Non è opportuno determinare l’importo della garanzia senza esaminare la documentazione della pratica. Anche una differenza apparentemente minima tra importo richiesto dall’ente e importo riportato nella fideiussione può determinare la richiesta di rettifica del testo.

Durata e svincolo della fideiussione

La durata della fideiussione deve essere coerente con le tempistiche previste dalla misura agevolativa. Può essere collegata alla realizzazione del progetto, alla rendicontazione delle spese, alla verifica finale dell’amministrazione o al provvedimento di svincolo rilasciato dall’ente beneficiario.

In molti casi la garanzia non si estingue automaticamente con la conclusione materiale del progetto, ma resta efficace fino alla comunicazione formale di svincolo o fino al verificarsi delle condizioni indicate nel testo fideiussorio.

  • durata prevista dal bando o dal decreto di concessione;
  • eventuale scadenza collegata alla rendicontazione finale;
  • possibilità di proroga se il progetto viene differito;
  • validità fino all’esito delle verifiche amministrative;
  • svincolo subordinato a comunicazione formale dell’ente;
  • eventuali clausole di rinnovo o estensione richieste dallo schema.

Prima dell’emissione è quindi necessario controllare non solo la data di scadenza, ma anche le condizioni che regolano la liberazione del garante.

Quando è richiesta la fideiussione per contributi pubblici

La fideiussione viene normalmente richiesta quando l’ente pubblico intende tutelarsi prima di erogare somme al beneficiario oppure quando la disciplina della misura prevede una garanzia a copertura degli obblighi assunti.

Può essere richiesta, ad esempio, in caso di:

  • anticipazione di contributi pubblici;
  • finanziamenti agevolati con obblighi di restituzione in caso di revoca;
  • agevolazioni connesse a progetti di investimento;
  • misure regionali o nazionali a favore delle imprese;
  • programmi gestiti da enti o società pubbliche;
  • contributi collegati a fondi europei;
  • programmi agricoli o misure gestite da organismi pagatori;
  • misure collegate a incentivi energetici, quando la documentazione prevede una garanzia;
  • progetti PNRR, quando il bando, l’avviso o il soggetto attuatore lo prevedono;
  • bandi che richiedono garanzia a fronte dell’erogazione dell’anticipo.

La richiesta della fideiussione deve sempre risultare dagli atti ufficiali della misura o dalle comunicazioni dell’ente beneficiario.

Chi può richiederla

La fideiussione può essere richiesta dal soggetto che ha ottenuto il contributo, il finanziamento agevolato o l’ammissione alla misura pubblica e che deve presentare una garanzia a favore dell’ente erogatore.

Tra i soggetti che possono trovarsi nella necessità di presentare una garanzia rientrano:

  • imprese individuali;
  • società di capitali;
  • società di persone;
  • cooperative;
  • consorzi;
  • imprese agricole;
  • operatori del settore energetico, quando interessati da misure che richiedono garanzie;
  • enti privati beneficiari di contributi;
  • soggetti attuatori o beneficiari di programmi agevolativi;
  • operatori economici ammessi a bandi pubblici.

La possibilità di rilascio dipende dall’esito dell’istruttoria del garante, dalla documentazione disponibile, dalla situazione economico-finanziaria del richiedente e dalla conformità della pratica alle condizioni previste dal bando.

Procedura di rilascio

La procedura di rilascio richiede un’analisi preliminare sia della posizione del richiedente sia della misura agevolativa. Non è sufficiente indicare l’importo della garanzia: occorre verificare lo schema richiesto dall’ente e la documentazione che giustifica la richiesta.

  1. raccolta del bando o dell’avviso pubblico;
  2. analisi del provvedimento di concessione o ammissione;
  3. verifica dell’importo da garantire;
  4. controllo del beneficiario indicato nello schema;
  5. analisi della durata e delle condizioni di svincolo;
  6. raccolta dei documenti societari e contabili del richiedente;
  7. verifica del progetto finanziato e dell’anticipazione richiesta;
  8. istruttoria assuntiva da parte del garante;
  9. eventuale richiesta di integrazioni;
  10. emissione della fideiussione, se la pratica viene deliberata positivamente;
  11. trasmissione della garanzia all’ente secondo le modalità richieste.

Una pratica completa e coerente consente di ridurre il rischio di richieste integrative e di correzioni successive del testo fideiussorio.

Documentazione generalmente richiesta

La documentazione necessaria varia in funzione del contributo, dell’ente beneficiario e delle regole assuntive del garante. In via generale, possono essere richiesti:

  • visura camerale aggiornata;
  • documento di identità del legale rappresentante;
  • codice fiscale del firmatario;
  • atto costitutivo o statuto, se richiesto;
  • ultimi bilanci depositati o situazione contabile aggiornata;
  • dichiarazioni fiscali, se richieste in istruttoria;
  • bando, avviso pubblico o disciplinare della misura;
  • provvedimento di concessione, ammissione o comunicazione dell’ente;
  • schema fideiussorio richiesto dal beneficiario;
  • documentazione relativa al progetto finanziato;
  • quadro economico dell’investimento;
  • indicazione dell’importo dell’anticipazione richiesta;
  • eventuali comunicazioni dell’ente relative a proroghe, integrazioni o condizioni particolari.

La lista documentale deve essere sempre verificata sul caso concreto. Alcuni enti richiedono modelli specifici, firme digitali, trasmissione tramite portale o ulteriori dichiarazioni collegate al programma agevolativo.

Errori da evitare

Nelle fideiussioni per contributi pubblici gli errori più frequenti riguardano la mancata corrispondenza tra garanzia, schema richiesto e documentazione della misura agevolativa.

  • emettere la garanzia senza verificare il testo richiesto dall’ente;
  • indicare un beneficiario non conforme al provvedimento o allo schema;
  • riportare un importo diverso da quello richiesto dal bando o dall’ente;
  • non considerare eventuali maggiorazioni o interessi previsti;
  • utilizzare una durata non coerente con la misura;
  • trascurare le condizioni di svincolo;
  • confondere contributo con finanziamento agevolato o anticipazione;
  • non verificare eventuali proroghe del progetto;
  • presentare documentazione economico-finanziaria incompleta;
  • non controllare le modalità di consegna della garanzia all’ente.

La verifica preventiva del bando e dello schema fideiussorio è essenziale per evitare rettifiche successive o mancata accettazione della garanzia.

Valutazione preliminare della pratica

La valutazione preliminare consente di verificare se la richiesta di fideiussione è impostata correttamente prima dell’emissione. L’analisi riguarda sia gli aspetti documentali sia quelli assuntivi.

Gli elementi da controllare includono:

  • coerenza tra bando, provvedimento e schema fideiussorio;
  • importo richiesto dall’ente beneficiario;
  • durata della garanzia e condizioni di proroga;
  • modalità di escussione e svincolo;
  • documentazione societaria e contabile del richiedente;
  • sostenibilità economico-finanziaria della pratica;
  • presenza di eventuali criticità assuntive;
  • completezza della documentazione del progetto finanziato.

Questa fase è particolarmente importante quando il bando prevede tempi stretti, schemi fideiussori rigidi, importi elevati o condizioni specifiche di accettazione da parte dell’ente.

Richiedi una valutazione della fideiussione per il contributo pubblico

Invia bando, provvedimento di concessione, importo dell’anticipazione, schema fideiussorio e documentazione disponibile: la pratica può essere verificata prima dell’emissione per controllare coerenza della garanzia, requisiti dell’ente e possibili criticità.

Richiedi valutazione preliminare

Domande frequenti sulle fideiussioni per contributi pubblici

Cos’è una fideiussione per contributi pubblici?

È una garanzia rilasciata a favore dell’ente erogatore per tutelare l’amministrazione nel caso in cui il beneficiario del contributo non rispetti gli obblighi previsti dal bando, dal provvedimento di concessione o dallo schema fideiussorio richiesto.

Quando viene richiesta?

Viene richiesta quando il bando o l’ente erogatore prevedono una garanzia a fronte dell’erogazione di un contributo, di un’anticipazione o di un finanziamento agevolato. La richiesta deve risultare dalla documentazione ufficiale della misura.

Chi è il beneficiario della garanzia?

Il beneficiario è l’ente pubblico, l’amministrazione, l’organismo pagatore o il soggetto gestore indicato nel bando, nel provvedimento o nello schema fideiussorio. La denominazione deve essere riportata correttamente nella garanzia.

Come viene determinato l’importo?

L’importo dipende dalla misura agevolativa. Spesso è collegato all’anticipazione richiesta, ma può comprendere maggiorazioni, interessi o somme accessorie se previste dal bando o dallo schema richiesto dall’ente.

Quanto dura la fideiussione?

La durata viene stabilita in base al bando, al provvedimento di concessione o allo schema fideiussorio. Può essere collegata alla realizzazione del progetto, alla rendicontazione finale o allo svincolo formale da parte dell’ente.

Quali documenti servono?

Generalmente servono visura camerale, documenti del legale rappresentante, bilanci o documentazione contabile, bando, provvedimento di concessione, progetto finanziato, importo dell’anticipazione e schema fideiussorio richiesto dall’ente.

La garanzia è sempre a prima richiesta?

Molte fideiussioni per contributi pubblici sono strutturate come garanzie a prima richiesta, ma non è corretto generalizzare. Le condizioni di escussione devono essere verificate sul testo richiesto dal beneficiario e sulla documentazione della misura.

Quando viene svincolata?

Lo svincolo avviene secondo le modalità previste dal bando o dallo schema fideiussorio. In molti casi è necessario attendere la verifica finale del progetto, la rendicontazione delle spese e una comunicazione formale dell’ente beneficiario.

Cosa succede se il contributo viene revocato?

In caso di revoca, decadenza o mancato rispetto degli obblighi, l’ente può richiedere la restituzione delle somme secondo quanto previsto dagli atti della misura. La garanzia può essere attivata nei limiti e alle condizioni indicate nel testo fideiussorio.

Per approfondire

Per ricevere informazioni o richiedere un preventivo per il rilascio di una fideiussione per contributi pubblici è possibile contattare direttamente UP Intermediazioni Assicurative oppure compilare il modulo sottostante.