RC Professionale · Area Medica
RC professionale ostetrica
RC professionale ostetrica: regime di attività, assistenza al parto, massimali minimi, claims made, retroattività, ultrattività e colpa grave secondo la disciplina vigente.
La presenza dell’attività di parto cambia la classe di rischio
Il D.M. 232/2023 prevede per gli esercenti sanitari non chirurgici un minimo di € 1.000.000 per sinistro; per chi svolge anche attività chirurgica, ortopedica, anestesiologica o parto, il minimo sale a € 2.000.000 per sinistro. In entrambi i casi il massimale annuo minimo è almeno triplo.
Per l’ostetrica non è quindi corretto scegliere la classe tariffaria senza descrivere l’attività concreta.
Assistenza domiciliare, nascita in casa, attività in clinica o altre modalità cambiano esposizione e condizioni di polizza.
Impostazione della copertura
Si mappano prestazioni, setting assistenziale e rapporto con eventuali strutture.
La copertura dell’ostetrica deve essere costruita sulle prestazioni realmente rese e sul setting assistenziale. Una polizza generica “professioni sanitarie” può essere inadeguata se non identifica correttamente l’assistenza al parto.
Forma di esercizio e responsabilità
L’ostetrica libera professionista necessita di copertura per la propria responsabilità diretta. Chi opera all’interno di strutture deve verificare anche la copertura personale per colpa grave prevista dalla legge 24/2017.
Prestazioni da dichiarare
- assistenza in gravidanza;
- preparazione alla nascita;
- assistenza al parto, se svolta;
- puerperio e allattamento;
- assistenza domiciliare;
- attività in consultorio, studio o struttura;
- eventuali prestazioni ulteriori autorizzate.
Massimali minimi D.M. 232/2023
Se non viene svolta attività di parto né altra attività ricadente nelle classi più elevate, il minimo è € 1.000.000 per sinistro. Se l’attività comprende il parto, il decreto prevede almeno € 2.000.000 per sinistro. L’aggregato annuo minimo è almeno triplo del massimale per sinistro.
Retroattività e ultrattività
Il D.M. 232/2023 prevede operatività in forma claims made per richieste presentate per la prima volta durante la polizza, riferite a fatti avvenuti nel periodo di efficacia e nei dieci anni antecedenti. In caso di cessazione definitiva dell’attività è prevista ultrattività di dieci anni, estesa agli eredi.
Parto domiciliare, struttura e assistenza territoriale
Il luogo di svolgimento modifica il rischio. Parto domiciliare, attività presso cliniche, case di maternità o strutture devono essere espressamente dichiarati e accettati dalla compagnia.
Estensioni da valutare
- attività domiciliare;
- teleconsulto;
- collaboratori, se presenti;
- tutela legale;
- eventuali corsi o consulenze professionali;
- attività presso più strutture.
Circostanze note e continuità assicurativa
La gestione delle circostanze pregresse è particolarmente importante nei rischi sanitari. Nel cambio di compagnia va preservata la continuità temporale e dichiarato quanto richiesto dal questionario.
Dati necessari
- iscrizione all’Ordine;
- attività dettagliate;
- presenza o meno di assistenza al parto;
- luoghi di attività;
- fatturato;
- massimale e retroattività;
- sinistri e circostanze.
Errori da evitare
- non dichiarare il parto;
- usare massimale minimo non coerente;
- omettere attività domiciliare;
- confondere copertura della struttura e personale;
- perdere retroattività;
- non dichiarare circostanze note.
Domande frequenti
Qual è il massimale minimo?
Dipende dall’attività: € 1 milione se non rientra nelle classi elevate; € 2 milioni se comprende il parto.
L’aggregato annuo?
Almeno triplo del massimale per sinistro.
Il parto domiciliare va dichiarato?
Sì.
Chi lavora in ospedale deve avere una polizza personale?
Va verificata la copertura per colpa grave prevista dalla legge.
Retroattività?
Dieci anni.
Ultrattività?
Dieci anni alla cessazione definitiva.
L’attività di puerperio è compresa automaticamente?
Va verificata nella definizione di attività assicurata.
Serve il questionario?
Sì, normalmente.
Il minimo normativo è sempre sufficiente?
No, può essere opportuno un massimale superiore.
Per approfondire
Per quotare correttamente servono attività dettagliate, indicazione espressa del parto, setting assistenziale, fatturato, massimale, retroattività e sinistri.
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